martedì 26 febbraio 2008

Sul volo degli aerei

Carissimi,
eccomi finalmente, dopo una sessione di esami che sembrava non finisse piu'...
ed eccomi nella mia solita veste di colui che cerca di riportare un po' di attenzione su qualche fenomeno fisico...

voi direte, 'lo sanno tutti come vola un aereo, Bernoulli eccetera eccetera'
ma vi assicuro e' piu' interessante di quanto crediate! ;)

Allora, come vola un aereo?
Bernoulli, si diceva. Si e' vero che essendo la velocita' dell'aria, sulla parte superiore dell'ala, maggiore della velocita' dell'aria sulla parte inferiore, allora sulla parte superiore ci sara' meno pressione che sulla parte inferiore, da qui la portanza.

Ma la domanda e': preche' sopra l'aria va piu' veloce?

Sicuramente avrete sentito o letto, che essendo il profilo alare asimmetrico, il percorso che deve compiere l'aria sulla parte superiore dell'ala e' piu' lungo di quello sulla parte inferiore, e dovendo essere il tempo di percorrenza uguale per le particelle di aria sia sopra che sotto, allora sopra andra' piu' veloce.
Ma questa teoria e' palesemente falsa. Basta una semplice verifica sperimentale in galleria del vento per far vedere (eh si, vedere, con il fumo) che le particelle non si riincontrano affatto alla fine dell'ala come ipotizzava la teoria.

Si ipotizzo' allora che la maggiore velocita' fosse originata dall'effetto Venturi,
cioe' l'acqua che scorre in un tubo che viene stretto va piu' veloce, e si pensava che la 'gobba' dell'ala facesse da restringimento. Ma sopra mica c'e' un tappo! C'e' il cielo azzurro! Non regge.

Ebbene per non farla troppo lunga, cio' che governa il moto dei fluidi sono le equazioni di Navier-Stokes. Risolvendo numericamente tali equazioni in alcuni casi non troppo complicati si ricostruisce bene cio' che si osserva. (vedi il simulatore sul sito della nasa).
Per dare una spiegazione anche senza equazioni, ci si puo' immaginare la seguente situazione:
L'ala, per il suo profilo e per il suo angolo di incidenza, devia l'aria che le sta sopra verso il basso a causa di forze di adesione ala-aria (fate l'esperimento con un bicchiere e l'acqua che esce dal rubinetto, la riuscirete a deviare di parecchio!). Questa deviazione provoca:
1) siccome viene deviata in parte verso il basso, per actio est reactio l'aereo verra' spinto verso l'alto.
2) l'aria sulla parte superiore dell'ala sara' stata accelerata verso il basso ( e verso destra.l'aereo va verso sinistra) e sara' quindi piu' veloce dell'aria sula parte inferiore!


Spero di non avervi annoiato troppo e di non aver riassunto in modo schifoso.
Mettero' nei commenti dei link simpatici su cui poter approfondire, tra cui la galleria del vento della nasa che risolve numericamente le equazioni di Navier-Stokes.

Un' ultima cosa:
Quando un aereo vira, 'gira' le ali una verso il basso e una verso l'alto. Ora la portanza avra' una componente verticale minore ma avra' una componete orizzontale.
Io mi chiedevo: bene, ma perche' la direzione dell'aereo cambia in virata? La componente orizzontale della portanza non dovrebbe solo trascinarlo lateralmente senza cambiare la sua 'prua'? Si puo' pensare che un pilota agisca anche sul timone di coda per far variare la prua durante la virata. Ma anche un aereo che non ha il timona di coda riesce a fare una virata cambiando la prua. David da bravo aeronautico mi aiuto': fondamentale e' il piano fisso verticale che si trova sulla coda di un aereo. Infatti la componente orizzontale della portanza inizia a trascinare l'aereo verso, diciamo, sinistra. La prua e' costante. Ora pero' questo movimento verso sinistra incontra sulla coda una resistenza dovuta al piano fisso verticale, che tra l'altro fa molto momento essendo lontano dall'asse di rotazione.
Quindi cambia anche la prua! Ed ecco una bella virata!

Saluti a tutti!
Buon vento,
c

lunedì 11 febbraio 2008

Voglio Zapatero





In Spagna, qualche settimana fa, la chiesa ha praticamente invitato i cattolici a non votare per i socialisti.
Ovviamente l'ha fatto alla sua maniera, non citando espressamente un partito o un leader.
Si è contestato, nella forma, il fatto che Zapatero abbia cercato una tragua con i terroristi dell'ETA.
Nella sostanza, ha semplicemente invitato i fedeli a non votare quei partiti che propongono riforme contrarie alla sua dottrina.
Negli anni 90 erano stati esponenti delle gerarchie ecclesiastiche a cercare per primi il dialogo con l'ETA.
E 8 anni fa, quando al governo c'era Aznar, si fece una cosa simile con la Chiesa che rimase in silenzio.
Insomma i vescovi hanno pensato bene di orientare il voto del 9 marzo, dopo 4 anni di castigo inflitto loro da Zapatero (Il castigo è stato relegare la Chiesa ad istituzione religiosa che può dire la sua ma non può influenzare l'operato del governo di uno stato sovrano laico).
In Italia non si ha bisogno di farlo. Noi non abbiamo alcun personaggio politico che pensi di contraddire Ruini, Bagnasco o Bertone.
Quando raramente qualcuno prova a fiatare su un tema sensibile, basta uno sguardo accigliato di uno di quei tre signori di sopra e tutto si placa.
Già, in Italia non abbiamo Zapatero.
Questa è una delle ragioni per cui il centrosinistra ha perso la sua anima e perderà molto probabilmente anche le prossime elezioni.
Qui a contestare la gerarchia si passa per intolleranti.

Per la cronaca, Zapatero non si è fatto pregare a rispondere ed ha protestato ufficialmente presso il Vaticano tramite l'ambasciatore spagnolo.
Mi godo l'immagine di sopra, sperando che prima o poi anche qui nasca qualche politico con le palle. Sperando che succeda presto.
T

mercoledì 30 gennaio 2008

Oscenità del giorno

Mentre le giornate passano annegando tra le argomentazioni derelitte della professoressa di relatività generale, è' stato bello apprendere oggi dal TG2 che Berlusconi è stato assolto dall'accusa di falso in bilancio.
Peccato però che il servizio non ha ricordato che il reato è stato depenalizzato dal governo di Silvio tre anni fa.
Negli USA, per lo stesso reato, si sarebbe fatto 10 anni di carcere.
Qui la notizia è stata data dopo quella della moglie di Mastella, signora Lonardo, che oggi si trovava in un gazebo a CEPPALONI con le DONNE DELL'UDEUR!
Senza parole.
Girovagando per youtube, infine s'è trovato un bel video .
Buona visione e buono studio a tutti.
Ciao.
T

martedì 22 gennaio 2008

Lettera al presidente Napolitano

di Paolo Flores d'Arcais

Caro Presidente,
tempo fa, dovendo scriverti per invitarti ad una iniziativa di MicroMega, chiesi tramite il tuo addetto stampa se dovevo continuare ad usare il “tu” della consuetudine precedente la tua elezione, o se era più consono che usassi il “lei”, per rispetto alla carica istituzionale. Poiché, tramite il tuo addetto stampa, mi facesti sapere che preferivi che continuassi a scriverti con il “tu”, è in questo modo che mi rivolgo a te in questa lettera aperta, tanto più che, essendo una lettera critica, mi sembrerebbe ipocrisia inzuccherare la critica con la deferenza del “lei”.
Il mio dissenso, ma si tratta piuttosto di stupore e di amarezza, riguarda la lettera di scuse che in qualità di Presidente, dunque di rappresentante dell’unità della nazione, hai inviato al Sommo Pontefice per l’intolleranza di cui sarebbe stato vittima. E’ verissimo che di tale intolleranza, di una azione che avrebbe addirittura impedito al Papa di parlare nell’aula magna della Sapienza, anzi perfino di muoversi liberamente nella sua città, hanno vociato e scritto tutti i media, spesso con toni parossistici.
Ma è altrettanto vero che di tali azioni non c’è traccia alcuna nei fatti. La modesta verità dei fatti è che il magnifico rettore (senza consultare preventivamente il senato accademico, ma mettendolo di fronte al fatto compiuto, come riconosciuto dallo stesso ex-portavoce della Santa Sede Navarro-Vals in un articolo su Repubblica) ha invitato il Papa come ospite unico in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico (a cui partecipano in nome della Repubblica italiana il ministro dell’università e il sindaco di Roma), e che, avutane notizia dalla agenzia Apcom il professor Marcello Cini (già dallo scorso novembre) e alcune decine di suoi colleghi (più di recente) hanno espresso per lettera al rettore un loro civilissimo dissenso.
Quanto agli studenti, nell’approssimarsi della visita alcuni di loro hanno espresso l’intenzione di manifestare in modo assolutamente pacifico un analogo dissenso, nella forma di ironici happening.
Il rettore Guarini ha comunque rinnovato al Papa l’invito, e tanto il Presidente del Consiglio Romano Prodi quanto il ministro degli Interni Giuliano Amato hanno esplicitamente escluso che si profilasse il benché minimo problema di ordine pubblico (malgrado la campagna allarmistica montata dal quotidiano dei vescovi italiani, “L’Avvenire”, rispetto a cui le dichiarazioni di Prodi e Amato suonavano esplicita smentita). Nulla, insomma, impediva a Joseph Ratzinger di recarsi alla Sapienza e pronunciare nell’aula magna la sua allocuzione.
Di pronunciare, sia detto en passant e per amore di verità, il suo monologo, visto che nessun altro ospite contraddittore o “discussant” era previsto, e un monologo resta a tutt’oggi nella lingua italiana l’opposto di un dialogo, checchè ne abbia mentito l’unanime coro mediatico-politico (che di rifiuto laicista del dialogo continua a parlare), a meno di non ritenere che tale opposizione, presente ancora in tutti i dizionari in uso nelle scuole, sia il frutto avvelenato del già stigmatizzato complotto laicista.
Tutto dunque lasciava prevedere che la giornata si sarebbe svolta così: mentre Benedetto XVI pronunciava il suo monologo nell’aula magna, tra il plauso deferente dei presenti (e in primo luogo del ministro Mussi e del sindaco Veltroni), ad alcune centinaia di metri di distanza alcuni professori di fisica avrebbero tenuto un dibattito sui rapporti tra scienza e fede esprimendo opinioni decisamente diverse da quelle del regnante Pontefice, e ad altrettanta debita distanza qualche centinaio di studenti avrebbe innalzato cartelli di protesta e maschere ironiche. Ironia che può piacere o infastidire, esattamente come le vignette contro il profeta Maometto, ma che costituisce irrinunciabile conquista liberale.
Dove sta, in tutto ciò, l’intolleranza? E addirittura la prevaricazione con cui si sarebbe messo al Papa la mordacchia (secondo l’happening inscenato in aula magna dagli studenti di Comunione e liberazione)?
A me sembra che intolleranza – vera e anzi inaudita – sarebbe stato vietare ad un gruppo di docenti di discutere in termini sgraditi ai dogmi di Santa Romana Chiesa, e ad un gruppo di studenti di manifestare pacificamente le loro opinioni, ancorché in forme satiricamente irridenti. Se anzi di tali divieti si fosse solo fatto accenno da parte di qualche autorità, credo che un numero altissimo di cittadini si sarebbe sentito in dovere di rivolgersi a te quale custode della Costituzione, con toni di angosciata preoccupazione per libertà fondamentali messe così platealmente a repentaglio. Ma, per fortuna (della nostra democrazia), nessun accenno del genere è stato fatto.
Il Sommo Pontefice non era di fronte ad alcun impedimento, dunque. Ha scelto di non partecipare perché evidentemente non tollerava che, pur avendo garanzia di poter pronunciare quale ospite unico il suo monologo in aula magna, nel resto della città universitaria fossero consentite voci di dissenso, anziché risuonare un plauso unanime.
Non è, questa, una mia malevola interpretazione, visto che sono proprio gli ambienti vaticani ad aver riferito che il Papa preferiva rinunciare a recarsi in visita presso una “famiglia divisa” (cioè il mondo accademico e studentesco della Universitas studiorum, la cui quintessenza istituzionale è però proprio il pluralismo delle opinioni). Ma pretendere quale conditio sine qua non per la propria partecipazione un plauso unanime non mi sembra indice di propensione al dialogo bensì, piuttosto, di vocazione totalitaria.
Non vedo dunque per quale ragione tu abbia ritenuto indispensabile, a nome di tutta la nazione di cui rappresenti l’unità, porgere al Papa quelle solenni scuse. Che ovviamente, data la tua autorità, hanno fatto il giro del mondo. Se c’è qualcuno che aveva diritto a delle scuse, semmai, è il gruppo di illustri docenti, tutti nomi di riconosciuta statura internazionale nel mondo scientifico, e che tengono alto il prestigio italiano nel mondo, a contrappeso dell’immagine di “mondezza” e politica corrotta ormai prevalente all’estero per quanto riguarda il nostro paese. Questi studiosi sono stati infatti accusati di fatti mai avvenuti, e insolentiti con tutte le ingiurie possibili (“cretini” è stato il termine più gentile usato dai maestri di tolleranza che si sono scagliati contro il diritto di critica di questi studiosi).
Né si può passare sotto silenzio il contesto in cui il monologo di Benedetto XVI si sarebbe svolto, contesto caratterizzato da due aggressive campagne scatenate dalle sue gerarchie cattoliche. Trascuriamo pure la prima, cioè i rinnovati e sistematici attacchi al cuore della scienza contemporanea, l’evoluzionismo darwiniano (bollato di “scientificità non provata” da un recente volume ratzingeriano uscito in Germania), benché il rifiuto della scienza non sia cosa irrilevante per chi dovrebbe aprire l’anno accademico della più importante università del paese.
Infinitamente più grave mi sembra la seconda, la qualifica di assassine scagliata dal Papa e dalle sue gerarchie, in un crescendo di veemenza e fanatismo, contro le donne che dolorosamente abbiano scelto di abortire. Questo sì dovrebbe risultare intollerabile. Se un gruppo di scienziati accusasse Papa Ratzinger, o solo anche il cardinal Ruini, il cardinal Bertone, il cardinal Bagnasco, di essere degli assassini, altro che lettere di scuse! E perché mai, invece, ciascuno di loro può consentirsi di calunniare come assassina, nel silenzio complice dei media e delle istituzioni, ogni donna che abbia deciso di utilizzare una legge dello Stato confermata da un referendum popolare? Se vogliono rivolgersi alle donne del loro gregge ricordando che l’aborto, anche un giorno dopo il concepimento, è un peccato mortale, e che quindi andranno all’inferno, facciano pure, proprio in base a quel “libera Chiesa in libero Stato” che il Risorgimento liberale e moderato di Cavour ci ha lasciato in eredità. Ma diffamare come assassine cittadine italiane che nessun reato hanno commesso è una enormità che non può essere passata sotto silenzio, e non sono certo il solo ad essermi domandato con amarezza perché, in quanto custode dell’unità della nazione e dunque anche delle sue radici risorgimentali, tu non abbia fatto risuonare la protesta dello Stato repubblicano.
La canea di accuse e di menzogne di questi giorni mi ha portato irresistibilmente alla memoria una piccola esperienza di oltre quarant’anni fa, nel 1966, quando – giovane universitario iscritto al Partito comunista da meno di tre anni – vissi incredulo l’esperienza di un congresso (l’XI, se non ricordo male) di un Partito che si vantava di essere sostanzialmente più libero e democratico degli altri (per questo, del resto, vi ero entrato, come milioni di italiani), in cui Pietro Ingrao, per aver moderatissimamente avanzato l’idea di un “diritto al dissenso” fu investito da una esondazione di critiche e vituperi, compresa l’accusa di essere proprio lui un intollerante!
Con una differenza sostanziale e preoccupante: che allora tale capovolgimento della realtà, versione soft ma non indolore dell’incubo orwelliano, riguardava solo un partito. Oggi investe l’intero paese, la sua intera classe politica, la quasi totalità dei suoi mass-media.
Ecco perché spero che tu voglia prestare attenzione anche all’angosciata preoccupazione di quei segmenti laici (o laicisti, come preferisce la polemica corrente) del paese, non so se maggioritari o minoritari (ma la democrazia liberale, a cui ci hai più volte richiamato, è garanzia di parola e ascolto anche per il dissenso più sparuto, fino al singolo dissidente), che ormai vengono emarginati o addirittura cancellati dalla televisione, cioè dallo strumento dominante dell’informazione, e il cui diritto alla libertà d’opinione viene di conseguenza vanificato, mentre ogni tesi oscurantista può dilagare e spadroneggiare.
Con stima, con speranza, con affetto, credimi,
tuo Paolo Flores d’Arcais.

venerdì 18 gennaio 2008

Gruppi satanici alla Sapienza

A dimostrazione del fatto che non c'è limite alla stupidità umana, che si manifesta con le cazzate che taluni dicono o fanno, vi invito a vedere questo video che mi ha segnalato il pugile.
Ecco, in questa settimana è successo di tutto. Però questa devo dire che mi mancava.
Il video fa il paio con quello di Veltroni di ieri, a proposito di barzellette.

Da segnalare inoltre, che è stata scritta una lettera, a cura di A. Viale e del pugile, in cui si esprime completa solidarietà ai 67 docenti che sono stati messi sotto accusa in modo vergognoso da politici e stampa.

Se tutti i cervelli dei parlamentari si sommassero insieme (tolta la Montalcini), a parte la merda che uscirebbe come riporto, il resto non sarebbe commensurabile con la mente del più scarso di quei 67.

Sono state raccolte le firme di 264 studenti di Fisica.
T

giovedì 17 gennaio 2008

Breve commento

Dopo aver vissuto una giornata surreale, in cui l'Università è stata sorvegliata e protetta (da chi?) con un migliaio di poliziotti e carabinieri, ed averne sentito di tutti i colori tra ieri e l'altro ieri a proposito dei cattivi maestri e della gente mediocre che affollerebbe il nostro dipartimento, ora vi farò un po' ridere.
Non prima di aver detto però che non me la prendo assolutamente con le forze dell'ordine cui qualcuno aveva preannunciato un clima da G8 (il terrorista è questo qualcuno che ha tanti e nessun nome) e che quando questi si sono resi conto che i ragazzi, costretti fuori dall'Università, erano innucui, hanno abbandonato l'assetto antisommossa e in due minuti hanno sbaraccato.
Oggi abbiamo pagato le forze dell'ordine per venirsi a fare una passeggiata all'Università.
Complimenti ai ragazzi dei collettivi, che se pur con forme colorite e magari discutibili, hanno fatto sentire la loro opinione sulla visita del Papa contestandolo civilmente.
Da far notare che sono stati tenuti fuori dalla Città universitaria, con una mossa più stupida che causata da motivi di sicurezza.
Loro additavano il rettore come responsabile di questa cosa. Io non so.
Comunque, se li avessero fatti entrare, avrebbero sgridacchiato un po' qua e la per le vie della città universitaria e nessuno si sarebbe fatto male.
Dopo un quarto d'ora sarebbe finito tutto perchè orami Mussi e Veltroni se ne erano andati.
Invece sono stati a fronteggiare la schiera di poliziotti a piazzale Aldo Moro parlando con megafoni e mangiando i panini con la porchetta. A chi è servito?
Solidarietà ai 67 cattivi maestri, che però, con la protesta dei collettivi non c'entrano niente.
Sinceramente farsi apostrofare mediocri da Buttiglione è qualcosa cui aspiro anch'io.
Mai stato tanto orgoglioso di stare a Fisica.
Infine ecco la cosa comica .
Comica ma fa comunque riflettere e lascia sconcertati.
Lascio a voi i commenti perchè sono stanco.
Ciao
T

lunedì 7 gennaio 2008

Visita del papa

Il Papa verrà all'università ad inaugurare il nuovo anno accademico.
Ci sono state reazioni comprensibili a tutto ciò. Leggete qui , colui che scrive è un professore del nostro dipartimento, forse ex...
La lettera m'è stata mandata da D. Giovannini.
Ciao marinai.
T

giovedì 3 gennaio 2008

Irreversibilità

Nelle reazioni chimiche vari potenziali indicano il verso in cui la reazione deve avvenire: essa avviene solo se sono soddisfatte alcune condizioni che sono troppo pigro per andare a ricercare sul libro di chimica.
Anche nei fenomeni fisici accade qualcosa di simile.
Quando guardiamo un uovo cadere giù da un tavolo e spaccarsi, tanto per fare l'esempio più comune, non abbiamo dubbi sul fatto che un simile processo non possa avvenire al contrario.
La seconda legge della termodimanica fissa infatti il verso in cui fenomeni fisici devono avvenire.
Tuttavia qualsiasi fenomeno osserviamo, se guardato a scale sufficientemente piccole, ci apparirà reversibile (dice Feynmann, e si può essere d'accordo).
Dunque dunque...c'è un intrigo, un intoppo...insomma qualcosa non va.
Mentre si aumenta la precisione con cui si guarda il fenomeno, si passa, in un qualche momento, dall'irreversibile al reversibile.
Mah...
T

giovedì 27 dicembre 2007

Paesi seri 2

Continua la nostra rubrica :)) sulle cose normali (in qualche Paese) che da noi sembrano invece scandalose e ci fanno ben sperare per il futuro dell'Universo...
T

lunedì 24 dicembre 2007

Tanti Auguri!

Tanti auguri di boune feste a tutti coloro che hanno perso un pò di tempo a rispondere alle scemenze che questo blog mandava in giro o che si sono cimentati in accese discussioni senza venirne a capo. Beh, a voi tutti un grosso augurio di buon Natale (se siete credenti altrimenti auguri comunque...) e felice anno nuovo.
Un saluto

Il marinaio semplice

domenica 16 dicembre 2007

Pazzi in libertà

Testo di un email fatta girare da un amico dell'Univerità, D. Vitantoni.
L'ignoranza è la vera forza.
T

sabato 8 dicembre 2007

In pausa...

Ecco cosa cerchiamo...

In volo

Lascia lente le briglie del tuo ippogrifo
oh Astolfo
e sfrena il tuo volo ove più ferve l'opera dell'uomo.
Però non ingannarmi con false immagini
ma lascia ch'io veda la verità e possa poi toccare il giusto.

Da qui, messere, si domina la valle.
Cio che si vede è.
Ma se l'imago è scarna al vostro occhio
scendiamo a rimirarla da più in basso
e planeremo in un galoppo alato
in quel cratere ove gorgoglia il tempo.

Un saluto...

Il marinaio semplice

mercoledì 28 novembre 2007

Servi della Cina e di Putin

In questi giorni il Dalai Lama è in Italia, per partecipare ad eventi promossi dalla regione Piemonte.
Oggi ho letto sul giornale che i politici italiani non lo incontreranno per non incrinare i rapporti diplomatici con la Cina. Il Papa ha optato per la stessa soluzione.

Giorni fa in Russia è stato arrestato Kasparov, perchè a seguito di un comizio avrebbe incitato i suoi sostenitori ad una marcia non autorizzata verso il comitato elettorale che, così ho capito, lo aveva escluso dalla competizione elettorale.
Silenzio nel mondo.

Il regime Birmano ha ricavato 150 milioni di dollari dalla vendita di diamanti.

Tutti tacciono.
La prima e la terza notizia non sono neanche state passate al tiggì, troppo occupato a parlar di Amanda e Raffaele (diventeremo mica monotoni nel ripetere che la cronaca ci ha rotto le palle?).
Vorrei sapere perchè Diliberto (che però parte ogni anno per andare a trovare Castro), Bertinotti, Mussi, Veltroni e la Bonino, tanto per citare gente che manco fa parte del governo, e quindi non attaccabile dalla Cina, non chiedono di incontrare il Dalai Lama.
E mi chiedo, si può essere comunisti nonostante la Cina?
Vorrei tanto dire di si, ma invece pare di no.
Abbiamo una classe politica di succubi, chi di qualcuno, chi di qualcun altro.
E una volta tanto non me la prendo con Forza Italia.
Da parte del governo c'è silenzio perchè una crisi diplomatica con la Cina creerebbe ripercussioni economiche.
E allora per soldi facciamo finta di non sapere.
Mafiosi.
Perfino Bush è stato più bravo di noi (lui l'ha accolto alla Casa Bianca un mese fa).
Il papa (la lettera maiuscola non se la merita) fa finta di niente per arruffianarsi i cinesi, che considerano ancora più o meno illegale il culto di Cristo e non riconoscono la Chiesa Romana.
E allora anche lui, sotto sotto, fa l'indiano.

Quanto a Kasparov, la Germania e Barroso hanno chiesto ufficialmente la sua scarcerazione. Noi niente.
Una settimana fa Prodi era a Mosca per il mega accordo con Putin per i rifornimenti di gas all'Italia e ora si guarda bene dal criticarlo.
Mafioso.

La terza notizia non merita commnenti ulteriori. Chi per soldi o diamanti, alimenta un regime che tiene in schiavitù una nazione non merita di vivere.

Vorrei precisare che sono fresco di incazzatura per queste notizie che ho appena letto, in tre righe su Metro.
Il silenzio dei media è mafia. Chi fa finta di non vedere il problema oggi se ne ritrova uno più grosso domani.
T

sabato 24 novembre 2007

Bara Brost

Ho sempre detto che questo è un Paese serio.
hihihi.
Non dico quando ci arriveremo anche qui.
Ma quando arriveremo a porci problemi simili?
Perchè c'è sempre qualcuno che sta più avanti di noi?
Comunque basta andare nella cattolicissima Monaco, per esempio, e vedere che al Parco Inglese, nel pieno centro della città e a due passi dall'università, uomini e donne di tutte le età non si fanno troppi scrupoli a prendere il Sole senza niente addosso.
E questa estate a Berlino abbiamo assistito a scene simili (senza andarcele a cercare:) ) sempre in centro in un parco.
Non voglio difendere i nudisti, ma mi piace da morire la provocazione.
ciao ciao
T

venerdì 23 novembre 2007

Guerra e cambiamenti climatici

Qui articolo allarmante.